Eliminare le Alghe con Acqua Ossigenata

Eliminare le Alghe con Acqua Ossigenata - Procedura semplice e veloce per bloccare lo sviluppo di alghe in acquario dolce

Questo articolo tratta in maniera esaustiva e chiara di come eliminare le Alghe con Acqua Ossigenata in acquario. Si utilizza il perossido di idrogeno (H2O2), comunemente chiamato acqua ossigenata. Questo disinfettante è utile per contrastare e in alcuni casi debellare lo sviluppo delle alghe. A molti appassionati questa sembrerà una metodica empirica, invece non e’ cosi. Da anni viene utilizzato questo metodo per combattere le alghe in acquario con una certa efficacia e alcune controindicazioni. Infatti se è vero che i vantaggi sono molteplici è anche vero che non rispettando una metodologia precisa di intervento rigorosa possiamo arrecare danni sia a pesci/invertebrati che alle stesse piante.

Quando sono presenti alghe in acquario di vari tipi, è importante comprendere la causa del problema che sarà da ricercare in una cattiva conduzione dell’acquario. E' sbagliato concentrarsi solamente sull’eliminazione dell’effetto (le alghe) che si origina da motivi ben precisi. Le alghe in acquario sono "esseri viventi vegetali" primordiali che occupano praticamente ogni ecosistema acquatico e non presente sul pianeta terra. Non essendo nemiche dell’uomo svolgono compiti fondamentali di depurazione delle acque e di supporto nutritivo per molti organismi. Agli occhi di un acquariofilo però sono cosa alquanto sgradevole nonché indicazione chiara di valori non corretti.

La presenza contenuta e minima di alcune tipologie di alghe è normale in ogni vasca e sono anche sintomo del buon andamento della stessa. Alcune specie di alghe, in caso di eccessiva invasione, danno la misura di un inquinamento più o meno intenso di quella colonna d’acqua proprio come succede in natura con fenomeni ormai noti di “eutrofizzazione”. Nei mari infatti, a causa dei fosfati riversati dai centri abitati provenienti dall’uso massiccio (soprattutto negli anni precedenti) di detersivi, si sviluppano spesso enormi colonie algali.

La procedura di intervento di seguito descritta per eliminare le alghe con acqua ossigenata non va presa come una panacea. Questo metodo non è efficace contro tutti i tipi di alghe ma riservato solo ad alcune. Per prima cosa è necessario analizzare l’acqua della vasca e controllare in particolar modo i seguenti valori.

LUCE: il fotoperiodo non dovrebbe essere maggiore di 8 ore escluse le vasche di coltivazione HI-TECH che ospitano piante esigenti.

NO3: quantità di Nitrati maggiori di 20mg/l favoriscono la crescita algale spontaneamente se non presente una copertura vegetale di almeno l’80% del volume dell’acqua.

PO4: quantità di Fosfati intorno a 1 mg/l  associati con Nitrati alti sono un fattore altamente predisponente considerando che in natura le concentrazioni di questo elemento sfiorano i 0,02mg/l (in acque non inquinate).

FE2+: quantità di Ferro superiori a 0,1 mg/l di solito aumentano notevolmente la crescita delle alghe. Spesso la concentrazione di Fe può risultare a zero per molteplici motivi, soprattutto perché molti test non lo rilevano ma in realtà è presente in quantità massicce sotto forme chelate o legate al DOC rendendosi disponibile per “foto riduzione”.

Altri elementi quali KH ,GH e pH sono meno importanti ma è bene che non subiscano fluttuazioni ed è meglio monitorarli in modo da avere una visione dell’andamento della vasca più precisa.

Il prodotto che andremo ad utilizzare viene commercializzato come disinfettante ed in effetti è uno dei migliori che abbiamo a disposizione oltre a quelli chirurgici. l’acqua ossigenata immessa in vasca segue la seguente reazione chimica.

2 H2O2 --> 2 H2O + O2


Questo significa che alla fine del processo non avremmo nulla di più che acqua pura e Ossigeno puro
, rappresentando un grosso vantaggio perché con questi due elementi, se le dosi iniziali saranno corrette, è difficile arrecare danni a piante per acquario e pesci.

Da varie prove effettuate si può garantire l’efficacia del trattamento al 90% se utilizzato per combattere le seguenti tipologie di alghe.

FILAMENTOSE VERDI

FILAMENTOSE MARRONI

ALGHE NERE A PENNELLO (BBA)

CIANOBATTERI

Mentre il trattamento per eliminare le alghe in acquario con acqua ossigenata è perfettamente inutile nel caso di invasione di alghe verdi unicellulari (fioriture algali). 

Per eseguire il trattamento per eliminare le alghe con acqua ossigenata è necessaria Acqua Ossigenata (H2O2) a 10 volumi (3%) ed una siringa sterile. Per prima cosa è fondamentale il calcolo esatto dei millilitri di H2O2 necessari considerando un rapporto iniziale di 0,3 ml di H2O2 in un 1 litro di acqua dell'acquario. Ad es. su 100 litri netti si inseriranno 30 ml di Perossido di Idrogeno da distribuire in piccole dosi evitando l’immissione del quantitativo calcolato in un’unica somministrazione.

Si possono scegliere, a seconda della gravità della vasca e quantità di alghe, due metodologie: il metodo “hot spot” ed il "metodo generale". Il primo si esegue quando le alghe sono in presenza ridotta oppure sono concentrate solo in un punto della vasca, particolarmente indicato per le BBA; il secondo invece si utilizza quando la vasca è invasa da alghe filamentose verdi e BBA.

IL METODO HOT SPOT - PROCEDURA

- spegnere il filtro;

- rispettando la dose specificata sopra (0,3ml-H2O2/l di Acqua dell'acquario) si spruzza l’acqua ossigenata molto lentamente tramite la siringa sulle zone colpite soffermandosi per non più di due secondi. Attendere almeno 30-45 minuti e poi procedere ad un cambio dell’acqua del 10%. Questo trattamento sulle alghe nere a pennello (BBA) è del tutto risolutivo. Dopo circa 5 ore le alghe diventano completamente rosse e dopo circa 24 ore completamente bianche per poi svanire nelle successive 48 ore.

IL METODO GENERALE - PROCEDURA

Questo sistema è da preferire quando la presenza di filamentose verdi o marroni è massiccia, per attuarlo correttamente bisogna intervenire a tappe.

-giorno 1: somministrazione della dose di 0,3ml-H2O2/l di H2O, attendere 30-45 minuti e poi cambiare il 15% dell’acqua.

-giorno 2: somministrazione della dose identica a sopra, aspettare 30-45 minuti e poi cambio 15% + aspirazione delle alghe.

-giorno 3: somministrazione della dose identica a sopra, aspettare 30-45 minuti e poi cambio 15% + aspirazione.

Dopo il terzo giorno si notano già dei miglioramenti. Dopo il primo giorno le alghe sono più fluttuanti spinte dalla corrente della pompa/filtro. Dopo il secondo giorno hanno un aspetto che ricorda la gelatina (questo è il momento di eseguire, prima della successiva somministrazione  di H2O2, un aspirazione di tutte quelle alghe che riusciamo a togliere durante il cambio dell’acqua del 15%). Alla fine del terzo trattamento gran parte delle alghe è stata distrutta/aspirata.

Ci sono dei casi in cui anche dopo il terzo giorno non si intravedono grossi miglioramenti. A tal proposito bisogna interrompere la somministrazione di Perossido di Idrogeno per almeno 2-3 giorni per poi riprenderla da capo. Questo perché dobbiamo dare modo alle piante di riprendersi dallo shock dovuto alla potente ossidazione subìta a livello delle pareti cellulari (H2O2 è un forte ossidante delle membrane cellulari che provoca notevoli danni). Trascorsi due tre giorni si può ripartire con un altro ciclo.

Approfondimenti

Ci sono degli accorgimenti che possono migliorare notevolmente il risultato ottenuto con il trattamento per eliminare le alghe con acqua ossigenata nonché la ripresa vegetativa delle piante presenti in vasca. Spesso viene indicata una concentrazione massima di 0,4 ml/l (H2O2/H20); questa dose spesso non crea nessun danno agli animali e/o piante. La dose più alta è consigliata in quei casi in cui la concentrazione di 0,3 ml/l non abbia avuto effetto. Con dosaggi troppo alti si nota a volte un leggero fervore nei pesci dovuto al fatto che il H2O2 è irritante per occhi e branchie. Altro accorgimento utile è quello di sospendere la fertilizzazione in colonna durante il trattamento e durante la settimana successiva allo stesso perché le piante non sono in grado di assimilare i nutrienti.

Il potere ossidante dell’Ossigeno libero degrada gran parte delle sostanze nutritive soprattutto il Ferro, quindi inutile introdurli. Al contrario, alla fine del trattamento, soprattutto se si è giunti al secondo ciclo, è conveniente inserire delle pasticche/tabs da fondo direttamente vicino alle radici delle piante. Questo perchè se è vero che le foglie e i fusti delle piante sono debilitati le radici al contrario sono perfettamente sane. Quindi un buon apporto di sostanze nutritive non può che migliorare la ripresa post intervento.

Un'altra importante nota riguarda il tempo di maturazione della vasca. In vasche allestite da anni, poiché il fondo ha accumulato grosse quantità di materiale organico, le concentrazioni (sempre e solo se la prima dose di 0,3 ml/l non abbia funzionato) possono essere aumentate anche fino 0,5-0,7 ml/l. Perché gran parte del potere ossidante dell’acqua ossigenata viene neutralizzato dal fondo stesso.

A queste concentrazioni non si può trattare la vasca senza costante controllo ma bisogna monitorare tutto con molta accuratezza. E' importante essere pronti ad intervenire con un massiccio cambio d’acqua nel caso in cui i pesci/invertebrati incomincino a presentare spiacevoli segnali. Con queste dosi un ulteriore consiglio e quello di rimuovere dopo i 30 minuti le bollicine di H2O2 che si formano sugli arredi e sul fondo con la mano e di reinserire una dose di batteri nitrificanti in vasca dopo 3 ore circa dal trattamento. L'acqua ossigenata con dosaggi superiori a 0,3ml/l debilita leggermente anche la flora batterica presente nel filtro.

Altra nota dolente è che molte piante come Vallisneria, Egeria densa, Cabomba, Ceratophyllum demersum, Egeria najas, etc., risentono notevolmente di questi trattamenti e nella maggioranza dei casi muoiononei giorni seguenti. Al contrario altre specie mostrano un'ottima resistenza al trattamento (ad es. Fissidens fontanus, Eriocaulon sp. 'Type 2', Eriocaulon sp. ' Australia', Pogostemon helferi, Criptocoryne sp., Echinodorus  sp., Higrophyla sp., etc.). Anche caridine Red Cherry e Neritine zebra non ne risentono assolutamente però le femmine di Red Cherry a volte perdono le uova le hanno perse.

TUTTO L'ARTICOLO IN OGNI SUA PARTE E' DI PROPRIETA' ESCLUSIVA DI MASSIMO IANNELLA, TUTTI I DIRITTI RISERVATI - QUALSIASI USO PARZIALE O TOTALE DOVRA' ESSERE AUTORIZZATO

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